ASCOLI – «Negli ultimi dieci anni il numero delle banche, con sede nelle Marche, è diminuito da trenta a quindici. Gli sportelli sono passati da circa 1.300 agli attuali 790 e quindi uno sportello su tre è stato chiuso». Lo ha detto oggi il direttore della Banca d’Italia, Gabriele Magrini Alunno intervenendo a Centobuchi di Monteprandone al convegno promosso dalla Banca del Piceno con l’Università Politecnica delle Marche, sul tema “Caratteristiche socio – economiche dell’area Picena: focus sulle strategie post Covid» .
Secondo Magrini Alunno però, per il credito cooperativo il «discorso è diverso , tanto che un quarto degli sportelli bancari marchigiani attualmente è del settore a dimostrazione di una presenza capillare sul territorio. Per favorire un nuovo futuro del territorio – ha aggiunto il direttore – sarà fondamentale il potenziamento degli strumenti informatici. »
Lo stesso invito questo, che è venuto dal Rettore della Politenica Marche, Gian Luca Gregori, il quale ha affermato che occorre che le imprese del territorio investano molto di più nella digitalizzazione delle loro attività, «non solo per obiettivi commerciali ma anche organizzativi».
Dal canto suo il Presidente della Camera di Commercio delle Marche, Gino Sabatini, ha fiducia che i fondi che arriveranno nel Piceno, per favorire la ricostruzione post- sisma, potranno permettere all’Ascolano di guardare al futuro con una nuova prospettiva : «Se chiediamo agli studiosi internazionali quali settori possono garantire in futuro maggiori margini di crescita – ha poi aggiunto Sabatini- la risposta è l’agroalimentare e il farmaceutico, ovvero i due comparti che caratterizzano il sistema economico locale».
Il convegno sulle strategie di rilancio del territorio, dopo la crisi covid era stato introdotto dal Presidente della Banca del Piceno, Mariano Cesari che ha ricordato il fatto importante dell’istituzione di un Osservatorio economico insieme all’Università di Ancona. Obiettivo quello di monitorare la situazione locale e capirne l’evoluzione, in maniera da studiare poi progetti di intervento a vantaggio della crescita delle pmi.
A Monteprandone, cittadina vicino a San Benedetto, esiste una consistente zona artigianale e produttiva. Il sindaco del comune Sergio Loggi, nella stessa occasione ha annunciato di voler attivare «una zona franca covid prevedendo agevolazioni alle imprese, soprattutto per quelle che decidono di insediarsi nel territorio locale.»