«”La Casa di Dino e Lucia, pittura e poesia” nasce per stabilire una connessione ricca di arte tra Pioraco e Brescia, nonostante i miei 80 anni voglio continuare a sognare», queste le parole di Oddino (Dino) Sileoni, pittore, poeta e performer nato a Tolentino. Negli occhi della poetessa Lucia Fornarini, ex insegnante di sostegno nella scuola dell’infanzia, figlia di mamma bresciana e di papà piorachese emerge tutta la voglia di realizzare questo sogno: «Mi auguro con tutto il cuore che questo progetto vada a buon fine, è elettrizzante pensare di lasciare un’impronta nel futuro».
«Alcuni dei quadri da me realizzati o da altri artisti e delle poesie scritte da Lucia – ha svelato Dino Sileoni – si possono ammirare all’interno della ‘Casa Amodale’ di Pioraco, in via Tempio Pagano 8. A Brescia, al piano terra dell’abitazione di Lucia, ci sono 100 metri quadrati che sono stati suddivisi in locali, attualmente adibiti a laboratorio, presto diventeranno una galleria d’arte. Essa nasce con l’obiettivo di stabilire una continuità in grado di andare oltre la nostra vita. Ovviamente abbiamo l’intenzione di far visitare questa galleria a tutti coloro che amano queste forme d’arte». È stato lo stesso artista classe 1944 ad annunciare: «Organizzerò in settembre una mostra collettiva. Da un lato esporrò i quadri di un pittore giapponese, dall’altro, quelli di altri cinque artisti tra cui me e Lucia con le sue poesie».



Dino Sileoni fin dal 1998 ha organizzato molteplici edizioni di Amodanea, ha partecipato alla 50ª Biennale d’Arte di Venezia nel 2003, poi all’Italian Reporter al Metropolitan Museum di Tokyo ed alla Back Sang Gallery di Seul. Poi ha preso parte ad Attualissima, presso la Fortezza da Basso a Firenze ed al Metro Convention Center di Toronto. In seguito ha esposto le sue opere al Centro Cultural Bernardino Rivadavia a Rosario. Nel 2011, coadiuvato da Lucia Fornarini, è stato presente al Festival delle Nazioni di Città di Castello.
Perché l’effimero oltre l’effimero? «Sono riuscito – ha spiegato Dino Sileoni – a ribaltare questo concetto di effimero e duraturo con il concetto di ‘amodalità’ uguale a mancanza di volontà con l’amodalità che può portare con sé volontà di fare e di riuscire».
Qui di seguito troviamo le foto dei “Quadri ‘sparati'” di Dino, il quale ha illustrato così la scelta di ritrarre un guerriero piceno: «Da tempo avevo in mente di fare un quadro su un guerriero piceno usando come tecnica lo sparo con fucili da caccia, lasciando che i pallini formassero una sorta di grafia. Prima ho montato la tela, poi ho preso una superficie di compensato e ho disegnato e ritagliato un negativo, attraverso un seghetto alternativo, la sagoma frontale del guerriero che corre verso la battaglia». Oltre ai due grandi quadri, Sileoni ha estrapolato la sagoma formatasi seguendo il disegno e tagliata con il seghetto. Inizialmente, nel 1995, sparando ad essi con fucili da caccia si avevano immagini dal fondo tutto bianco, in seguito è stata aggiunta un’azione pittorica. I quadri poi sono stati dipinti facendo attenzione. Il lavoro che nel suo clou aveva gli spari, diviene anche un lavoro di pittura e di incisione nel primo, a tutto pieno; di scultura vuota nel secondo; di ’pittura a colori, sagomata nel terzo; la quarta realizzazione riguarda il piedistallo. I quadri diventano dunque da esposizione, sono fatti per durare, qui dunque l’effimero è stato oltrepassato ed è divenuto duraturo.


Lucia Fornarini mette sempre al centro delle sue poesie, i paesaggi delle sue origini e dei soggiorni estivi risalenti a quando era una bambina, essi sono dunque spesso fonti d’ispirazioni per la sua penna.
«Ho iniziato a collaborare negli ultimi anni con alcune case editrici di Roma – ha raccontato con orgoglio Lucia Fornarini -, una addirittura in ottobre mi ha invitata tra i trentadue poeti a livello nazionale presenti a questo progetto. La poesia che ho portato è una delle tante che ho dedicato a Pioraco, si intitola “Sono figlia di questa vallata”». La poesia sopracitata, è contenuta all’interno di “Scampoli d’Infinito”, la raccolta pubblicata dalla casa editrice Pagine, nel 2019. Lucia mediante questi poetici versi esprime tutta la sua profonda connessione con il luogo in cui ha trascorso la sua infanzia e a cui deve parte delle sue origini.