JESI – Nella giornata di ieri, domenica 30 marzo, al termine dell’attività investigativa, personale della polizia del Commissariato di Jesi, coordinato dal dirigente vice questore Paolo Arena, deferiva in stato di libertà all’Autorità giudiziaria competente quattro individui, napoletani, (di 42 anni, 19 anni e due ventenni) con precedenti, per il reato di truffa aggravata in concorso.
Lo scorso 12 ottobre la vittima, (74enne della provincia di Ancona), sporgeva querela contro ignoti, per la truffa patita in conseguenza dei raggiri perpetrati a mezzo telefono in suo danno da parte di almeno un uomo ed una donna.
Il dettaglio della truffa
Nella fattispecie, allarmandolo, falsamente, che con il suo conto corrente erano stati effettuati alcuni bonifici, credendo di interloquire con operatori bancari e del Commissariato di Jesi, adempiva all’invito degli stessi di effettuare delle operazioni volte ad annullare i fantomatici bonifici: un sistema di “spoofing telefonico” che gli faceva apparire sul telefono, quale chiamante, il numero del Commissariato.
La persona offesa indotta in errore dal suo interlocutore, qualificatosi un poliziotto del Commissariato di Jesi, utilizzando il computer nella sua abitazione, si collegava al sito della sua banca, dove lo stesso era titolare di un conto corrente aperto in una filiale dell’Emilia, ed eseguiva numerose operazioni: quattro delle quali andavano a buon fine.
In particolare, si trattava di bonifici istantanei di importo pari a circa mille euro l’uno, tre dei quali a favore di un iban ed il quarto in favore di altro iban. La conversazione tra la vittima ed il suo interlocutore avveniva per alcuni istanti anche attraverso l’utenza mobile e si interrompeva in quanto il malfattore, confondeva il nome del querelante con il suo, pertanto, la vittima allarmato per la situazione, interrompeva la chiamata, contattava il suo istituto di credito, ma non riusciva a far stornare le operazioni, che ovviamente erano state già eseguite.
La truffa permetteva ai malviventi di conseguire un lauto profitto economico di 2.970 euro. La polizia del Commissariato, al fine di evitare la commissione di fatti analoghi e non aggravare le conseguenze di quello commesso, provvedeva al sequestro preventivo delle somme eventualmente presenti nei conti indicati.
Le indagini
Accertamenti hanno permesso di verificare che il primo iban era collegato ad una carta Poste Pay e già indicato in altro evento di truffa, mentre il secondo era riconducibile ad una Banca. La carta poste pay era legata ad un conto, di cui era titolare una donna napoletana, chiuso in data 29 ottobre 2024, dopo la truffa, e la carta poste pay veniva denunciata smarrita, dalla donna, il 21 ottobre, in data e luogo imprecisati.
Gli accertamenti dei poliziotti, confermavano che con la carta in argomento, dopo aver incassato in data 11 ottobre la somma di circa mille euro da parte della vittima, venivano eseguite varie operazioni finalizzate allo svuotamento delle somme presenti nel conto, sia pagamenti che prelievi. L’analisi dei filmati degli impianti di video sorveglianza ove erano stati effettuati i prelievi consentivano di risalire ad altri 3 complici, anch’essi napoletani, la cui identificazione è stata resa possibile grazie alla comparazione fisionomica effettuata tra le immagini a disposizione e quelle di pregiudicati, da personale di polizia scientifica del Commissariato.
Pertanto, gli indagati raggiunti dalla Polizia del posto su delega di questo Commissariato, venivano deferiti in stato di libertà all’AG competente per truffa aggravata in concorso.