JESI – «La verità sul day surgery dell’ospedale di Jesi è che finora non è stata riaperta l’unità operativa del Carlo Urbani che rappresenta un altro servizio rimasto chiuso e depotenziato». A puntare il dito è Lindita Elezi, candidata al consiglio regionale per la Lega alle prossime elezioni per la Regione Marche.
«L’Area Vasta 2 sostiene che presto verrà riattivato e lo fa sapere attraverso una comunicazione al Tribunale dei diritti del Malato – continua Elezi -. Ma ci chiediamo: può un ospedale costato 80 milioni di euro perdere dei pezzi e dei servizi in questo modo? Speriamo che alle promesse seguano dei fatti. Anche se siamo costretti ad evidenziare che la realtà è semplicemente desolante. In ogni caso vigileremo se il servizio sarà ripristinato e nel più breve tempo possibile. I cittadini non possono aspettare. Sosteniamo quindi la denuncia fatta dall’Unione Sindacale USB del Pubblico Impiego – Fials e speriamo che i 16 posti possano essere riattivati».
I sindacati affermano: «Due soli infermieri garantivano la necessaria assistenza agli oltre 1300 utenti che in un anno si sottoponevano ad interventi di chirurgica, ortopedia, ginecologia, chirurgia e dermatologia con l’obiettivo di ridurre le liste di attesa nei reparti, così da liberare posti letto per gli interventi più complessi».
La candidata leghista Linda Elezi sostiene: «Non è propria una politica a favore dei cittadini e non è neanche efficiente perché i pazienti sono costretti ai ricoveri in ospedale allungando le liste di attesa che ormai sono arrivate a un anno di attesa. E Jesi non è neanche l’unica realtà con questo problema perché ci risulta che anche a Civitanova e Chiaravalle abbiano lo stesso destino».