JESI – Nonostante il Comune di Jesi si sia – in buona parte – adeguato alla norma della legge di stabilità dello scorso anno, la quale prevede che i dispositivi di controllo della sosta – parcometri – debbano essere abilitati per i pagamenti con bancomat e carte di credito, pena l’annullamento di un’eventuale multa – ci sono alcune sentenze in merito – l’uso delle carte bancarie, in città, ancora non decolla.
Il movimento con “carta” , infatti, benché in vigore dalla fine dello scorso anno, ha fatto registrare incassi intorno ai 200 euro al mese. All’inizio c’erano stati anche problemi con l’intermediazione di questi pagamenti che transitano attraverso le banche. Resta il fatto che, almeno sino ad ora, non sono molti quelli che usufruiscono di questa opportunità.
I parcometri in città sono 25, e coprono più di 600 stalli blu relativi al posto auto tariffato.
Di questi, su 15 si è inserito il lettore card per il pagamento con le carte bancarie e sono quelli posizionati nelle zone maggiormente utilizzate per la sosta a pagamento.
«La direttiva sollecitava i Comuni ad attrezzarsi – spiega il presidente di Jesi Servizi, Salvatore Pisconti – così si è fatto un investimento importante: basti pensare che ogni colonnina, tra tecnologia e lavoro, implica una spesa di quasi 800 euro. Sicuramente prima di coprire i costi ci vorrà tempo però ci siamo adeguati anche per offrire un servizio in più. E abbiamo inserito il lettore su quelle di maggiore uso indicando, là dove non è predisposto, qual è la colonnina più vicina».
Quindi, per evitare multe e ricorsi, se si lascia l’auto senza ticket esposto meglio attrezzarsi col familiare foglietto sul parabrezza: “Sto cercando la colonnina più vicina per pagare con il bancomat…“.
Jesi Servizi è la società partecipata che, tra l’altro, ha il compito della manutenzione dei parcometri, mentre l’incasso va direttamente al Comune che provvede al ritiro dei soldi.
Lo scorso anno, il 2016, l’incasso globale è stato di circa 250 mila euro.
«A Jesi la zona che “lavora” più di tutte – sottolinea Pisconti – è compresa tra via Nazario Sauro e via Mura Occcidentali, sino alle Poste Centrali, proprio a ridosso del centro. Poi ci sono aree nelle quali, di fatto, non c’è praticamente movimento. Come la salita della costa del Montirozzo perché da quando è stata chiusa la sede della Pretura anche la sosta è praticamente sparita».
Sono in tutto sei i parcometri “simbolici”, in sostanza che non danno gettito. Tra questi anche quello che serve piazza Molinelli, dietro corso Matteotti.
«Costa più la manutenzione che il tenerli in efficienza. Ma toglierli diventerebbe un problema per il fatto che se non ci fossero bisognerebbe cercarne uno più lontano. La copertura va comunque garantita».