PORTO RECANATI – Si innamora di una prostituta e, non corrisposto, comincia a perseguitare, minacciare ed insultare la donna. Nel corso di un controllo, l’uomo se la sarebbe presa pure con i carabinieri, oltraggiando un maresciallo e danneggiando un tablet. Condannato un 59enne.
Era finito sotto accusa per stalking, lesioni, oltraggio a pubblico ufficiale e resistenza a un pubblico ufficiale.
I fatti erano avvenuti tra il 3 maggio e il 17 luglio 2018, a Porto Recanati. Secondo l’accusa, il 59enne, dopo essersi invaghito di una prostituta, la perseguitava con comportamenti aggressivi e violenti e con insulti come «mi hai portato via un casino di soldi e ora mi tratti così»; le diceva che l’avrebbe ammazzata e gliela avrebbe fatta pagare, accusandola anche di essersi appropriata di cose sue.
Atteggiamenti che avevano causato nella donna uno stato di ansia e di paura e che la avevano costretta a cambiare le sue abitudini di vita. L’uomo la avrebbe anche picchiata, provocandole lesioni giudicate guaribili in cinque giorni.
Il 13 maggio, invece, l’uomo avrebbe oltraggiato il maresciallo dei carabinieri, dicendogli di fronte a più persone: «State proteggendo una prostituta. Scemotti» e durante un’operazione di controllo avrebbe fatto resistenza ai carabinieri, dando una manata al tablet in uso dai militari, danneggiandolo.
Oggi la sentenza del tribunale di Macerata. Il reato di stalking è stato derubricato in minacce, in continuazione con le lesioni e il danneggiamento e per questo il 59enne è stato condannato a sei mesi. Disposto il non doversi procedere per la resistenza e l’oltraggio per ne bis in idem.