PESARO – Biodigestore di Barchi, polemica incrociata tra il presidente della Provincia e il sindaco.
«Il sindaco Antonio Sebastianelli che ora si erge a fiero paladino contro il biodigestore di Ca’ Rafaneto, annunciando trionfalmente “l’ennesimo ricorso al Tar contro la Provincia” dopo averne peraltro già persi due, è lo stesso che in origine ha avallato e anche indirizzato verso il sito di Barchi l’impianto, come dichiarato e confermato dagli amministratori di Feronia? È lo stesso sindaco che nel 2020 ha indetto assemblee pubbliche per illustrare il progetto di Feronia finalizzato a realizzare un impianto integrato anaerobico e aerobico nell’area adiacente all’ex discarica di Ca’ Rafaneto, convocando la cittadinanza “allo scopo di illustrare in maniera precisa e puntuale i dettagli del progetto e dare risposte ai dubbi della popolazione”?».
Domande che pone il presidente Giuseppe Paolini, «stufo di essere continuamente tirato in ballo da atteggiamenti che hanno assunto contorni oggettivamente strumentali, fatti di due pesi e due misure». Aggiungendo: «Quando si sceglie un sito è legittimo il dibattito politico. E Terre Roveresche, con il sindaco Sebastianelli, ha fatto la sua scelta politica convogliando Feronia a Barchi. Ma quando il sito è stato autorizzato, la garanzia della legittimità sull’inizio dei lavori e sugli altri aspetti procedurali viene fornita solo ed esclusivamente dalla parte tecnica. Ora il Comune interferisce continuamente con gli atti tecnici degli uffici della Provincia. Ma abbiamo visto che il Tar ha già dato ragione alla Provincia, rigettando sia il ricorso per l’annullamento dell’autorizzazione rilasciata alla ditta nel luglio del 2022, sia quello in cui il sindaco Sebastianelli contestava la concessione della proroga per l’inizio lavori».
Sottolinea il presidente: «Il Comune di Terre Roveresche, che all’inizio con il suo sindaco ha valutato in modo positivo tutte le fasi progettuali come affermato da Feronia, continua imperterrito la guerra agli atti della Provincia con autonome ordinanze di sospensione. Quando anche riguardo alla decadenza del titolo edilizio, il Tar ha accertato la totale incompetenza del Comune e la sua illegittima invasione di campo rispetto alle prerogative della Provincia. Gli uffici provinciali come sempre svolgono approfondite e rigorose istruttorie tecniche: il resto sono accuse e ingerenze politiche strumentali. Peraltro fuori tempo massimo», conclude Paolini.