PESARO – Ipotesi di impianto di gas liquefatto alla Fox Petroli, partono gli espropri. Il comitato incontra i cittadini. Nella sede de “La Gaida” in Strada Carloni 12, nel quartiere Muraglia, si è svolto domenica, 30 marzo, un incontro organizzato dal comitato “Pesaro: NO GNL” e dall’associazione “Iniziativa per l’Europa e l’Ambiente”. La riunione ha coinvolto alcuni dei sessantuno cittadini pesaresi, tra cui diversi imprenditori, colpiti dall’esproprio legato al progetto del metanodotto SNAM, previsto per collegare la rete metano all’azienda Fox Petroli. La posa della condotta sotterranea rientra nel contestato progetto dell’impianto di liquefazione metano alla Tombaccia.
Il tema è l’ipotesi impianto liquefazione del gas. Il caso è balzato recentemente alle cronache scatenando reazioni delle associazioni e della politica. Non solo l’esposto, ma anche il ricorso al Tar. Infine la denuncia alla commissione europea e la segnalazione alla presidenza della repubblica.
Gli espropri riguardano terreni privati destinati a essere occupati per due anni dall’infrastruttura installata in profondità.
Roberto Malini e Lisetta Sperindei, referenti del comitato “Pesaro: NO GNL” e dell’associazione “Iniziativa per l’Europa e l’Ambiente” sottolineano: «Ci sarà un deprezzamento delle proprietà. I rischi connessi comprendono limitazioni all’uso dei terreni, impatti estetici, pericoli ambientali e potenziali incidenti legati al metanodotto. È noto che le perdite di metano lungo la filiera possono raggiungere il 3%, con conseguenze gravi per l’ambiente e la salute pubblica. Inoltre, la fragilità del territorio pesarese espone il progetto a ulteriori rischi: esplosioni provocate da smottamenti o scosse sismiche non sono eventi ipotetici
Il progetto dell’impianto di liquefazione metano, dei depositi di GNL e del metanodotto presenta aspetti di pericolosità, tossicità e patogenicità inaccettabili in un Paese dell’Unione Europea – hanno spiegato – La Direttiva Seveso, recepita in Italia con la Legge Seveso III, impedisce la costruzione di strutture industriali pericolose nei pressi degli abitati, tanto meno in aree a rischio sismico e idrogeologico».
«Un’altra preoccupazione sollevata dai cittadini riguarda le modalità di comunicazione dell’esproprio. Il decreto è stato pubblicato esclusivamente sulla Gazzetta Ufficiale, senza notifiche dirette agli interessati. Di conseguenza, molti di loro non erano a conoscenza dell’esproprio e hanno così lasciato decorrere i termini per presentare ricorso. Questo modus operandi ha sollevato forti perplessità sulla trasparenza delle procedure.
Riguardo al GNL, abbiamo presentato un esposto in Procura, un appello al Prefetto, una denuncia alla Commissione europea e ci stiamo preparando a depositare il Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica».
Europa Verde ha presentato un’interrogazione parlamentare e ci supporta a livello locale e nazionale. L’avvocato Andrea Filippini, esperto in diritto amministrativo e noto per le numerose vittorie nei confronti della pubblica amministrazione, ha offerto il suo sostegno gratuito alla cittadinanza pesarese. Il ricorso contro la VIA positiva rilasciata dal Ministero dell’Ambiente sarà presentato a Roma a breve.
«Tale azione giuridica ha buone probabilità di successo e, se accolta, farebbe decadere anche gli espropri».