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Pesaro, raccolte oltre 500 firme per chiedere progetti e servizi per i bambini da 0 a 6 anni

L'appello delle educatrici e dei genitori per chiedere alle istituzioni di mettere in atto misure mirate al reinserimento in società: «Non possiamo accettare protocolli irrealizzabili. Avviamo percorsi sperimentali»

PESARO – Genitori, insegnanti, pedagogiste, educatrici e operatrici scolastiche. Partita la raccolta firme per chiedere servizi per la fascia 0-6 anni. Destinatari la Regione e il Comune di Pesaro. Ne sono state raccolte oltre 500. Tra cui medici, infermieri, avvocati, maestri.

«Chiediamo alle Istituzioni di essere ascoltati e presi in considerazione per creare progetti condivisi e rispettosi dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Consapevoli dell’emergenza covid-19, ma anche del momento attuale che ci troviamo a vivere, chiediamo che ci sia una presa di posizione ed un’assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni. I servizi per i bimbi da 0 a 6 anni sono stati completamente dimenticati dal nostro Governo ed ancor di più dalla nostra Regione e dal Comune di Pesaro, essendo questi ultimi gli organi competenti del settore educativo».

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L’obiettivo del gruppo di cittadini è quello di chiedere «che si mettano in atto misure mirate al reinserimento in società per i bambini e i ragazzi, come è accaduto per gli adulti, ritenendo imbarazzante come unica proposta fatta dopo tre mesi di isolamento, l’apertura dei soli centri estivi, delle visite ai giardini dei nidi e delle scuole dell’infanzia comunali con il
rapporto 1 a 1 e la possibilità di recarsi nei parchi giochi sempre con il rapporto 1 a 1. I centri estivi saranno inoltre gestiti da personale diverso da quello che i bambini e i ragazzi hanno lasciato il 25 febbraio. Si dovrebbero collocare in luoghi sconosciuti, con personale nuovo e compagni mai visti prima. Non possiamo inoltre accettare dei protocolli irrealizzabili in cui si chiede che i bambini da 0 a 6 anni non abbiano contatti tra di loro e mantengano il distanziamento quando, per loro natura, hanno bisogno di fare esperienza attraverso la conoscenza ed il contatto con il mondo esterno e con l’altro».

Un’educatrice firma la petizione

Il Comune ha fatto sapere che entro la metà di giugno i progetti per centri estivi per bambini di oltre 3 anni e gli adolescenti saranno esaminati e approvati da Comune e Asur. Dalla seconda metà di giugno i gestori potranno perfezionare le iscrizioni, l’elenco del personale impiegato e avviare l’attività.

Condizioni per il gruppo “inaccettabili“. “Come comitato Educhiamo e come gruppo di operatori della scuola diciamo che ci obbligano a stare chiusi come asili e materne e finiremo ogni tipo di sussidio statali. Vogliamo creare progetti sperimentali estivi per poter ricominciare a settembre al meglio. A queste condizioni si può decidere di: non aprire; aprire senza rispettare le misure restrittive richieste; aprire rispettando le limitazioni imposte ma smettendo di fare educazione e diventando responsabili
di una “violenza fisica e psicologica” ai danni dei minori. Per questo chiediamo che vengano subito riviste le soluzioni che avete proposte e vi mettiate a trovarne altre, magari sperimentali, proprio come avete fatto per ogni altro settore. È passato troppo tempo, e la situazione deve immediatamente essere presa seriamente in considerazione».