Senigallia

Al commissariato di polizia di Senigallia una stanza per le donne vittime di violenza

Inaugurati i locali dedicati gli incontri protetti. Il taglio del nastro alla presenza di sindaco Olivetti, questore Capocasa e dirigente Bosco

Inaugurata al commissariato di polizia di Senigallia dal sindaco Olivetti e dal questore dorico Capocasa una stanza per le donne vittime di violenza
Inaugurata al commissariato di polizia di Senigallia dal sindaco Olivetti e dal questore dorico Capocasa una stanza per le donne vittime di violenza

SENIGALLIA – Inaugurata al commissariato di Senigallia la stanza per gli incontri protetti rivolta alle donne vittime di violenza e ai minori. Il taglio del nastro c’è stato questa mattina, 31 marzo, alla presenza del questore di Ancona Cesare Capocasa, del sindaco Massimo Olivetti e della dirigente di polizia Mabj Bosco

Si tratta di locali all’interno del commissariato di pubblica sicurezza di via Rosmini (nei pressi dell’istituto scolastico Padovano) in cui poter raccontare a personale qualificato gravi e delicati episodi come quelli di violenza psicologica, economica o fisica subiti da una persona adulta o che hanno coinvolto minorenni. Una stanza in cui potersi affidare alle istituzioni per far partire quell’iter di denuncia o in generale di emancipazione da mariti, fidanzati, compagni, partner o padri violenti.

Una «risposta di sistema», ha chiarito il questore dorico Capocasa, «a un problema di sistema», e che rientra nel progetto ”Questo grande amore” in vigore da diversi anni. «Importante che qui si possano trovare risposte, protezione, e un’équipe multidisciplinare» per poter affrontare quello che Capocasa ha definito «un inferno per le donne», vittime di violenza, «una mattanza domestica che uno Stato non può permettersi».

Mentre il primo cittadino Olivetti ha parlato di «spazio dedicato all’umanità», la dirigente del commissariato Mabj Bosco ha spiegato come la stanza sia frutto anche del lavoro dei colleghi della polizia senigalliese che hanno tinteggiato i locali. Per quanto riguarda gli arredi, i mobili provengono anche da una donazione di un hotel cittadino.