Lo scorso gennaio era rimbalzata su vari media la notizia del primato di Nidastore, uno dei nove castelli di Arcevia, nella speciale classifica regionale del programma “I Luoghi del Cuore” promosso dal FAI-Fondo per l’Ambiente Italiano. Tempo un mese e la situazione è ancora migliorata: quello che è considerato un piccolo scrigno immerso nell’alta collina marchigiana non solo ha mantenuto la vetta della graduatoria tra tutti i beni della regione, ma è salito dal 77° al 42° posto della classifica nazionale. Grazie ai quasi cinquemila voti, praticamente raddoppiati rispetto a pochissime settimane fa, si fa sempre più concreta la possibilità di ottenere fondi per la sua salvaguardia e valorizzazione.
Ma come si è arrivati a questo risultato? Lo abbiamo chiesto a Gabrio Goffi, presidente dell’istituzione degli uomini di Nidastore. «La candidatura, iniziata quasi per gioco dalla proposta di Chiara Sgreccia, ha riscosso un successo inaspettato. Prima sono arrivati i voti grazie al passaparola, ma vedendo che arrivavano consensi anche da fuori la cerchia delle conoscenze, ci siamo strutturati e organizzati; abbiamo svolto banchetti per la raccolta dei voti». Naturale poi registrare un notevole incremento di voti.
Questo piccolo borgo che si affaccia sull’alta valle del fiume Cesano, praticamente a ridosso del confine con la provincia pesarese, sta vivendo un periodo in controtendenza rispetto allo spopolamento dei piccoli centri dell’entroterra. «Ovviamente ne abbiamo sofferto anche noi e in modo massiccio negli anni passati. Si pensi che in tutta la frazione ci sono circa 160 abitanti, ma la zona del castello è abitata da solo una ventina di persone». Oggi però si registra una richiesta di appartamenti in affitto che supera la disponibilità.
«L’unica spiegazione che riesco a darmi – continua Goffi – è che i costi più bassi, la tranquillità della vita e la posizione in qualche modo strategica rispetto ad alcuni centri che sono raggiungibili in poche decine di minuti, abbiano giocato un ruolo favorevole in questa riscoperta del borgo». Mezz’ora serve per arrivare alla spiaggia di Senigallia, stesso tempo per raggiungere il monte Catria tra passeggiate e sciate; ancora meno per andare a Pergola o ad altri borghi come Corinaldo, mentre pochi minuti dista il centro comunale di Arcevia e appena due minuti San Lorenzo in Campo per le pratiche quotidiane.
Ora la speranza è di rimanere in testa alla classifica regionale e migliorare ancora la posizione in quella nazionale, perché significherebbe poter accedere a seri contributi per la salvaguardia e valorizzazione del borgo antico. Il nome di questo centro abitato, dove il tempo sembra essersi fermato al ‘400, si deve alla sua forma simile a quella del nido dell’astore, un rapace che qui era solito nidificare usato per la caccia nel medioevo.
A vivacizzare la vita del piccolo borgo, le cui origini si attestano al ‘200, ci pensa l’istituzione degli Uomini di Nidastore, di cui Goffi è presidente. «Si tratta di un’associazione secolare che custodisce la storia e le tradizioni, che gestisce alcuni beni comuni e che nel tempo ha pensato a far realizzare il primo acquedotto della zona, a portare l’elettrificazione del borgo ma anche a stipendiare il medico e l’insegnante quando ancora non c’era lo Stato» spiega Goffi.
Come tutte le zone interne, la frazione soffre di problematiche ormai sedimentate ma non rinuncia alla sfida di guardare al futuro con ottimismo e rinnovato impegno. «Recentemente abbiamo riqualificato un salone e le ex cantine dell’istituzione dove si conservavano dei beni alimentari per la popolazione: serviranno per momenti di convivialità e per la vita culturale della comunità». I motivi sono da ricercare sia nella richiesta di “ben vivere” rispetto ai ritmi accelerati moderni, come testimoniato dalla domanda di appartamenti in affitto; ma anche nel fatto che quando ci si conosce, ci si può mettere a tavolino per dare prospettive alla comunità immersa nella natura. Un’armonia, un equilibrio da custodire gelosamente non tanto per sé, quanto per poterlo tramandare alle generazioni future.