SENIGALLIA – Non si fanno attendere i commenti sulla recente decisione del tribunale amministrativo regionale delle Marche che ha annullato la delibera di affidamento del servizio di raccolta rifiuti in house della provincia di Ancona. Dopo l’intervento del sindaco di Senigallia Massimo Olivetti, i secondi a parlare sono i consiglieri di maggioranza Davide Da Ros e Marcello Liverani: e l’attacco all’opposizione consiliare senigalliese è servito. Attacchi non lesinati nemmeno dal Partito Democratico contro cui si schiera Fratelli d’Italia.
Andiamo per ordine. Olivetti si era smarcato dal progetto approvato da altri sindaci, persino di centrodestra, Ancona in testa, per poi vedersi riconosciuta la legittimità del suo intervento dalla sentenza del Tar Marche. Solo lui ed Enrico Ciarimboli (sindaco di di Morro d’Alba) lo scorso settembre avevano votato contro all’affidamento in house del servizio di raccolta rifiuti. Non per questioni ideologiche, ma per una serie di criticità rilevate su questo specifico progetto, tanto da aver precisato più volte di non essere contrari all’affidamento in seno alle istituzioni pubbliche. A parte sei astenuti, la stragrande maggioranza dei comuni della provincia dorica, compresi tanti di centrodestra, aveva espresso un parere favorevole, 32 su 40 comuni. Il ricorso era stato presentato da Marche Multiservizi e Rieco: avevano contestato la formula dell’affidamento in house perché di fatto eliminerebbe la gara d’appalto. Si andrebbe invece a favorire una gestione a controllo pubblico in cui comunque una realtà già attiva avrebbe il ruolo principale anche con l’acquisizione di quote e risorse di altre società del settore.
Secondo il duo Da Ros-Liverani, recentemente allontanatisi dal partito di Meloni, Ciccioli e Bello, è stato un boomerang per il centrosinistra l’aver criticato anzitempo il primo cittadino. «L’amministrazione di Senigallia aveva visto lungo allora, ed era stata criticata dal PD, nella persona del consigliere Dario Romano: “Il Sindaco Olivetti si isola all’assemblea Ata Rifiuti: Senigallia sempre più marginale a livello provinciale e regionale”. Sarebbe ora interessante chiedere a Dario Romano cosa pensa della decisione del TAR».
Il TAR ha annullato la delibera votata dall’Assemblea territoriale d’ambito (ATA) perché non sarebbero chiari né i motivi che dovrebbero sorreggere tale progetto di affidamento in house né gli impatti economici sulle finanze degli enti locali, né infine la convenienza in termini di costo per abitante del servizio di raccolta rifiuti. «L’ennesimo stop su un iter lunghissimo che va avanti da dieci anni – spiegano Liverani e Da Ros – molto probabilmente qualche cosa non torna, non quadra, specialmente sui costi, e sono state queste le motivazioni/perplessità che ha portato Senigallia a votare contro quella delibera, e come vediamo oggi, il votare contro non è stato sbagliato, che che ne dica Dario Romano (PD). Forse dovrebbe studiare e approfondire meglio la questione per emettere un giudizio».
Chiamato in causa il Partito Democratico replica puntando il dito contro Olivetti: «Non abbiamo ancora capito cosa vuole Olivetti per il territorio senigalliese: affidamento in house o gara? Attacca ma non comunica quale sia la soluzione decisa per il territorio senigalliese. Su questo, solo un grande silenzio, come su tanto altro».
Anche il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia è intervenuto sulla questione: «Le sentenze non si interpretano, a seconda della convenienza politica. Se taluni ritengono di non condividerla, la impugnino al Consiglio di Stato oppure tacciano o, meglio ancora, ne prendano atto, senza strumentalizzarle. Il sindaco Olivetti, con il suo voto contrario, ha usato prudenza, riflessione e conoscenza degli atti, tutelando l’interesse pubblico e quello della comunità senigalliese. […] Il PD e tutta la minoranza consiliare hanno attaccato la maggioranza, accusandola di isolare Senigallia dal resto del territorio provinciale e regionale. Ma il TAR Marche ha dato ragione all’amministrazione, annullando un provvedimento, che sul piano procedurale dell’efficienza amministrativa, riguardo ad un razionale impiego delle risorse pubbliche, delle caratteristiche tecniche ed economiche del servizio in house, della qualità del servizio e degli investimenti, e soprattutto sotto il profilo delle finanze pubbliche e dei costi per gli enti locali e per i cittadini, non ha convinto. Probabilmente, i consiglieri di minoranza e, in particolare, quelli del PD, non hanno ben compreso le ragioni del voto contrario e, forse, non hanno studiato bene le dinamiche di quella decisione e degli atti pregressi. Atti che, se approvati dalla nostra Amministrazione, avrebbero messo il nostro Comune di fronte a gravi conseguenze economiche e gestionali».
Ma il Partito Democratico ha voluto precisare la sua posizione: «La sentenza del Tar Marche, che ha annullato l’affidamento in house del servizio rifiuti da parte della Provincia di Ancona, apre un problema serio: l’intero assetto del sistema provinciale è ora sospeso. Ma da parte del sindaco Olivetti, ancora nessuna parola chiara sul futuro della gestione rifiuti a Senigallia. Il sindaco, infatti, ha fortemente voluto far uscire Senigallia dal percorso condiviso con altri comuni, nonostante le nostre richieste di discutere le preoccupazioni in sede Ata. Se ci sono delle ragionevoli preoccupazioni sui ricorsi in essere o sui costi del servizio, è giusto porre i temi nell’assemblea ATA e nei contenitori idonei, non isolandoci e votando contro. Il risultato? Oggi Senigallia è senza una strategia definita, con tariffe in aumento e un servizio che non migliora. A distanza di mesi dalle scelte compiute in sede provinciale, manca un piano operativo, una previsione dei costi, un percorso trasparente di confronto in Consiglio Comunale. La partecipazione pubblica, quando c’è, si riduce a comunicati unilaterali. Eppure, Olivetti esulta per una sentenza che interpreta in chiave ideologica, senza proporre soluzioni concrete per il bene comune. Questa posizione isolazionista non solo danneggia la città, ma dimostra una mancanza di visione e di impegno per costruire un progetto che convenga a tutti».
Tra i punti di forza dell’affidamento in house della raccolta rifiuti, secondo i Dem, ci sono l’aspetto del controllo pubblico del servizio, quindi «nell’interesse esclusivo della comunità e non del profitto privato»; l’«esperienza consolidata sul territorio» con un «sistema integrato di gestione provinciale dei rifiuti costruito negli anni, che rappresenta un modello efficiente e ha garantito risultati positivi sulla percentuale di raccolta differenziata e sui costi del servizio». E infine le ricadute economiche locali: «proteggiamo gli investimenti pubblici già realizzati e programmiamo quelli futuri secondo una logica di bacino provinciale, evitando che la frammentazione porti a costi maggiori per i cittadini e a una minore efficienza del servizio».
Anche il presidente del consiglio regionale delle Marche Dino Latini ha voluto rimarcare la necessità di «un progetto chiaro e unitario per il servizio rifiuti in tutta la provincia». Una sorta di appello all’unione che il Pd commenta con un «Non è più il tempo di battaglie ideologiche o fughe solitarie, ma di responsabilità e visione».